Il Senato ha approvato la riforma della Corte dei Conti, un provvedimento voluto dal governo per limitare i poteri di controllo di un importante organo di bilanciamento dei poteri che assicura la correttezza e la legalità del funzionamento della macchina dello Stato.
Questa riforma rende più difficile perseguire gli illeciti erariali. Riduce drasticamente la responsabilità per colpa grave, introduce veri e propri salvacondotti preventivi e limita persino il risarcimento del danno. Il messaggio è chiaro: meno controlli, meno responsabilità. Non è una riforma per tutelare le risorse pubbliche, è una riforma per proteggere chi governa dalle conseguenze delle proprie scelte. Questa non è una riforma neutra: è un approccio punitivo verso chi controlla. È il tentativo di addomesticare e controllare il controllore”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, intervenuto in aula durante il dibattito sulla riforma della Corte dei Conti.

Boccia: “Vogliono addomesticare chi controlla, riforma non meno grave di separazione carriere”
Bazoli: “Riforma prosegue nella demolizione dei controlli sul potere”
Misiani: "Attacco frontale ai controlli e alla legalità"
Rando: "Governo indebolisce controlli, attacco agli equilibri dello Stato"
Verini: "Riforma è regolamento conti con magistratura"
Rossomando: "Controllo fastidio per governo"
Parrini: “Siluro conto efficacia magistratura contabile, è attacco a Costituzione”
Giorgis: "Riforma vuole rimuovere presidi legalità"